SOGNA

Crea i tuoi sogni, inseguili, non farteli scapare. Lotta per ciò che vuoi, ma non illuderti di cose che non ti sono mai neanche state accennate, non illuderti di sapere tanto di una persona, non dare tutto il tuo tempo a qualcuno che poi ci fa...

“A volte non è che non si ama più, ma si è semplicemente stanchi di ricorrere qualcuno.”

—   Generazioneperduta (via generazioneperduta)

(via noichelamorelodisegnavamo)

“Succede. Uno si fa dei sogni, roba sua, intima, e poi la vita non ci sta giocarci assieme, e te li smonta, un attimo, una frase, e tutto si disfa. Succede.”

—   Alessandro Baricco (via estatipiangenti)

(via il-ragazzo-senza-un-cuore)

quegliocchinonmentivano:
“”

“Camminava fiera di sé, 
come una margherita che non ha nulla da invidiare ad una rosa.”

“Ero così ubriaco che mi ricordavo solo il suo nome.
Presi la bottiglia di vino che tristemente stavo bevendo da solo e le scrissi.
“sei sveglia?”
Non la sentivo da tanto, non la vedevo da molto di più di e non sorridevo per lei dall'ultima volta che mi sono scolato una bottiglia di vino, esattamente come ora.
“Si” mi rispose, non era una risposta da persona arrabbiata, non era nemmeno felice, era un'affermazione indifferente.
Le stavo rispondendo qualcosa, che non ricordo con precisione, ma so che cancellai tutto e la chiamai direttamente.
Era una video chiamata, ma non mi rispose.
“Sono a letto, i miei dormono, non posso parlare”
“Non serve che parli, ti parlo io”
Forse non avrei mai dovuto chiederglielo, ma accettò.
La chiamai una seconda volta e lei rispose.
Il tempo, da quando accettò fino a quando non vidi il suo volto,  mi sembrava infinito.
Cercavo una posizione nel buio, per non sembrare troppo ubriaco o stupido, il fatto era che, non c'era un filo di luce e di conseguenza non mi riuscivo nemmeno a vedere.
Appena rispose il mio volto s'illuminò e accadde lo stesso col suo.
La guardai e nulla, mi fermai a guardarla e basta.
Avevo così tante emozioni dentro che non sapevo cosa dire, cosa fare, se nascondermi, se buttarle giù, niente.
Mi guardò e non disse nulla neppure lei.
Così bevvi un sorso dalla bottiglia nell'indecisione e lei rise, non se l'aspettava probabilmente, non s'aspettava che stessi bevendo.
Tornò il silenzio subito dopo, ma questa volta non sembrò un'eternità.
Era come sempre: lei, io e il tempo che vola.
“Sei bellissima, lo sai?” le dissi, con non so quale coraggio, probabilmente grazie all'alcool.
Mi sorrise, ma non rispose.
“Dovresti guardarti: sei piena di sonno, col pigiama, senza trucco, eppure per me, rimani sempre la stessa principessa di sempre.”
“Maledetto alcol” pensai e bevvi un altro sorso dalla bottiglia.
“Ricordo quando mi facevi aspettare fuori da camera tua, che finivi di prepararti col trucco e ora guardati, semplicemente te,  semplicemente più bella.”
Sei bellissima, lo sai?“ ripetei infine.
Lei non rispose, si limitò a sorridere.
Chissà se avesse voluto rispondere, in fin dei conti non la sentivo da tantissimo tempo e magari si sentiva a disagio con tutti questi compliementi senza ragione.
Eppure era veramente bellissima, l'avrei voluta con me, però c'erano quei problemi, chiamati anche chilometri di troppo, che rovinavano tutto come sempre.
Esattamente c'e: un mare, tre Stati e un migliaio e mezzo di chilometri, o poco più, che ci dividono.
Dopo questo pensiero detti un'altra scolata dalla bottiglia.
“Smettila scemo” disse con tono bassissimo, ma dolce.
Sorrisi io questa volta, mi mancava la sua voce, mi mancava tutto di lei.
“E se ti dicessi che mi manchi? Mi rideresti in faccia? Forse avresti anche ragione, ma prova a pensare anche a me: sei sparita dalla mia vita così, da un giorno all'altro, sei sparita per far del bene a me. Quando l'unico bene di cui avevo bisogno era il tuo sostegno.
Ora non ci sei più, ma sorso dopo sorso, torni continuamente a bussare alla mia testa. Mi manchi, ma non lo sai.” le dissi con voce triste, quasi stanca di soffrire.
“Ho fatto tutto questo per te, ti ho lasciato andare per te stesso, ma non pensare che io stia molto meglio, mi manchi anche tu e tanto credimi, ti vorrei qui anche io, ma non è semplicemente possibile..” rispose.
Tornò il silenzio.
“Tu sei li e io qui, quando tornerai fra poco, magari ne potremmo riparlare e sistemare le cos…” ma la interruppi.
“Io non tornerò.” risposi con voce ferma, senza emozioni.
“Mi hanno preso all'Università qui, io non torno. Sono mesi che provo a dirtelo, ma tu trovavi sempre un modo per evitarmi ed io evidentemente, non troppo coraggioso, avevo bisogno di una bottiglia di vino o quasi per riuscire a dirtelo… Scusami..” dissi infine, come se la mia vita fosse un senso di colpa.
Ripeté la stessa cosa che fece quando le dissi che sarei partito per l'estero, si mise a piangere.
Era forte, si vedeva che si sforzava nel non piangere, aveva gli occhi lucidissimi, ma probabilmente, a causa di quella bottiglia che io stavo bevendo, lei si sentiva debole, come me.
Nel suo essere fragile, a me, sembrava ancora più bella.
“Sei bellissima, lo sai?” ripetei per la terza ed ultima volta.
Lei mi sorrise, con le lacrime agli occhi e io mi sentii a casa.
Non  so spiegarvelo, ma sembrava quasi che avessimo trovato un accordo, non so di che tipo e non so con quali clausole, ma dopo quella notte, dopo quella video chiamata, lei sparì dalla mia vita e io dalla sua, definitivamente.
E ora, a distanza di un anno da quella video chiamata, per la terza volta, con la terza bottiglia di vino, sorso dopo sorso, vedo lei e mi domando: E se non  avessi mai aperto la seconda bottiglia, lei dove sarebbe?
Capendo, che resterà per sempre con me.”

—   ricorodunbacio (Buonanotte principessa)